Lo stato di fiducia è l’antidoto alla paura per eccellenza. Come coltivarla? La formazione in mindfulness transpersonale, che si basa sulla pratica meditativa e la consapevolezza nella vita quotidiana, mira a fornire la stabilità emotiva necessaria per non anticipare i tempi richiesti da ogni processo di vita, così come la capacità di fluire in presenza senza giudizi.

 

Non essere preoccupato per la tua vita. Guarda gli uccelli del cielo. Guarda i gigli del campo.
Matteo 6:25

 

Cosa proviamo quando guardiamo gli uccelli del cielo o i gigli del campo? Forse sentiamo che vivono senza preoccuparsi per il fatto che un giorno moriranno o per una tempesta che potrebbe ostacolare le loro vite. Il fatto è che tali entità della natura, non avendo un sistema nervoso evoluto, non sono in grado di pensare o di soffrire come la nostra complessa neocorteccia umana ci permette di sperimentare. Di fronte a ciò, potremmo pensare che il fatto che vivano in questo modo “tranquillo” non comporti alcun sforzo né abbia un grande merito.

 

Tuttavia, il significato della frase “Guarda gli uccelli del cielo. Guarda i gigli del campo” non sembra invitarci a diventare semplici come gigli o senza peso come gli uccelli, ma a risuonare con la corrente della vita che scorre attraverso di loro. Contemplare tali entità con le quali la natura si esprime e farci ispirare da esse, non significa che “noi siamo loro”, ma “come loro”, nel senso di abitare ogni momento della vita così come viene.

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A volte guardiamo la natura e la consideriamo come qualcosa di estraneo da noi: la natura è foreste, fiumi, fiori, uccelli, montagne verdi… E crediamo che elettrodomestici, plastica, pastiglie, territori di asfalto etc. non siano “natura”. La nostra visione antropocentrica ha stabilito una distanza tra l’essere umano e il resto della creazione, nonché un’opposizione, a volte ossessiva, tra il naturale e l’artificiale.

 

La “separazione” attraverso la quale ci riconosciamo come singoli individui è parte del processo di sviluppo. Non è un cammino banale quello che ci porta a lasciare il territorio del prepersonale per diventare individui consapevoli. Separarsi da “madre natura” e nascere alla coscienza di sé, è un parto; tuttavia, una volta fatto, iniziamo a chiederci: che cosa non è la natura? Qualunque particella nell’universo non condivide la stessa essenza o il medesimo vuoto primordiale?

 

Si dice che, in una certa misura, siamo polvere di stelle. E se è così, possiamo riconoscere che tutto ciò che percepiamo ha la stessa origine e forse anche un destino comune. Forse questa riflessione ci invita a superare la naturale miopia del nostro stato evolutivo in cui percepiamo che tutto è separato e a lasciarci ispirare dall’oceano della coscienza che unisce le forme infinite. Tale interconnessione universale significa che ognuna di queste forme di vita si influenza a vicenda. In realtà, sappiamo che anche il petalo di una rosa che cade influenza intere galassie o che, anche il battito di una libellula in Kenya, influenza il clima di Toronto.

 

Il fatto che ci percepiamo come già “individualizzati” e, di conseguenza, il fatto di interagire con le cose come qualcosa che sta “là fuori”, come estranee a noi, è parte della visione meccanicistica, già superata dall’attuale paradigma olistico e quantistico per il quale “Tutto è in tutto ed è la causa di tutto” . Pertanto, una volta che ci rendiamo conto che, oltre ad essere ego, siamo anche un tutto più grande, noi sperimentiamo un senso di fiducia in questa intelligenza globale che ci trascende. Sentiamo che la tensione della nostra solitudine e della nostra mancanza viene alleviata dal saperci inseriti in un flusso, nel ritmo di una vita più grande.

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Dove c’è un altro, c’è la paura.
Upanishad

 

Coltiva lo stato di fiducia
Lo stato di fiducia è l‘antidoto alla paura per eccellenza. In realtà, la paura esiste a causa della separazione che sentiamo quando viviamo esclusivamente nell’ego. Questa identificazione ci porta a preoccuparci, il che significa occupare noi stessi prima del momento appropriato. Questa infertile anticipazione, non solo causa il clima di ansia nel vivere la civiltà moderna, ma alimenta anche la creazione di luoghi comuni mentali che, ancorandosi nel nostro inconscio, diventano intime profezie che tendono ad confermarsi.

 

La formazione in mindfulness transpersonale, che si basa sulla pratica meditativa e la consapevolezza nella vita quotidiana, dispiega la capacità di tenere l’attenzione della coscienza su un ora esteso. Questa pratica fornisce la stabilità emotiva necessaria per non anticipare i tempi richiesti da ogni processo di vita, così come la capacità di fluire in presenza senza giudizi.

 

Gli uccelli nel cielo, i gigli del campo, le gru che volano in stormi geometrici e un branco di lupi in rigida gerarchia, riflettono l’intelligenza collettiva che si manifesta quando siamo in grado di percepire la sincronicità di correnti più elevate che concorrono con la nostra piccola volontà. Il fatto che ci sia toccato vivere in un io che ha la necessità di prendere decisioni, di pianificare il futuro e di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, non esclude il pulsare del piacere e della fiducia che nasce dalla sintonia con una Volontà più grande.

 

La fiducia e la gratitudine sono manifestazioni della coscienza transpersonale che sono radicate nella saggezza del cuore. La coscienza più grande che muove le corde di tutte le forme di vita abbraccia con compassione il piccolo ego turbato dalle proprie paure. È allora che siamo visitati da quella tiepida brezza che dissolve le nostre paure e allevia l’irrequietezza. Sentiamo allora che tutto è possibile, perché ascoltiamo il sussurro del Mistero.

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La fiducia transpersonale non si basa sul controllo o sul calcolo razionale delle probabilità. Questa fiducia deriva dall’essenza che ci ispira a continuare ad adempiere al nostro ruolo, senza smettere di sentirci inclusi in una realtà più grande.

 

Ricordiamoci di come nei precedenti livelli di evoluzione non abbiamo cessato di negoziare con il Cielo i benefici del divenire. Abbiamo vissuto più paura. Le nostre vecchie preghiere non smettevano di chiedere in mille modi protezione e consolazione. Mentre cresciamo e viviamo dal livello transpersonale, siamo consapevoli che nel nostro cuore c’è abbastanza spazio per i cieli che lo abitano e questa è la residenza di ciò che mobilita i fiori e le galassie.

 

La nostra intelligenza cardiaca attiva la fonte di ispirazione e le risorse a nostra disposizione per co-creare l’opzione migliore di fronte a ciò che potrebbe accadere. Il risveglio della Coscienza Testimone, propria del livello transpersonale, ci consente di renderci conto delle nostre “ruminazioni mentali” sulle calamità che verranno. Questa consapevolezza smantella la tossicità e focalizza lo sguardo interiore su soluzioni che non tardano ad apparire.

 

I gigli del campo non si preoccupano, vivono nel seno di un tutto più grande e fanno il loro lavoro offrendo bellezza e aroma finché durano. Contemplare la natura significa cogliere il  significato profondo della vita e della morte. Significa anche allinearsi con l’Intelligenza della Vita che muove la “grande ruota” con la forza dell’amore che fonda l’Universo.

 

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